lunedì 9 settembre 2013

LA “FREGATURA” DEL MERCATO COMUNALE DEL QT8

Ora è ufficiale: il mercato comunale “radical chic” voluto dalla giunta Pisapia non si farà più. Chi scrive aveva criticato pesantemente il progetto perché calato dall’alto e palesemente in contrasto con le esigenze del territorio (vedi mio post del 3 ottobre 2012) Purtroppo la mia voce non è stata ascoltata e ora c’è un rudere al posto del mercato... L’amministrazione comunale potrà incassare l’assegno che i vincitori del bando avevano lasciato in garanzia (e probabilmente saranno contenti visto il penoso stato delle casse comunali) ma per i cittadini resta solo il danno di non avere più un mercato. Io credo che come minimo l’Assessore al commercio (D’Alfonso) e il sindaco Pisapia debbano chiedere scusa ai residenti per il dissennato progetto che hanno voluto imporre! E cosa dire della maggioranza che governa il CDZ8? Ovviamente erano TUTTI d’accordo, senza se e senza ma al progetto di Pisapia sul mercatino… scommettiamo che presto ci sarà una corsa a distinguersi, mentendo, a dire “io non ero d’accordo…”?
COSA FARE ORA?
Con ancor più forza dobbiamo chiedere che l’immobile venga dato in gestione ad una catena di supermercati, magari legando la sua gestione con il rilascio di nuove licenze sul territorio milanese, con il vincolo dell’uniformità dei prezzi rispetto ai vicini supermercati. Queste sono le necessità dei residenti: un luogo dove acquistare alimentari a buon prezzo, altro che mercati radical chic per i (pochi) milanesi danarosi!

16 commenti:

  1. gabriella.anedi@virgilio.it9 settembre 2013 alle ore 03:00

    perfettamente d'accordo! cosa possiamo fare?

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  2. spero solo che non diventi presto archeologia commerciale!

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  3. In che modo possiamo muoverci concretamente noi abitanti del QT8, perché questa situazione venga presa sul serio dall'amministrazione comunale?
    Il fatto che il quartiere resti praticamente senza negozi, a parte quei pochi esercizi che sopravvivono alla fine di via Cimabue, è molto grave, specialmente considerando quante persone anziane ci abitano!

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  4. Da zona residenziale ci siamo trasformati in dormitorio

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  5. Questa è la mozione che giovedì presenterò al Consiglio di Zona:

    MOZIONE

    “Mercato coperto QT8”

    RILEVATO
    Che la Magico Srl ha nel mese di agosto rinunciato al progetto di creazione di un mercato di alta qualità (da molti residenti definito “mercatino radical chic”) e alla conseguente ristrutturazione del l’immobile di via Isernia.
    CONSTATATO
    che il progetto di un mercato con le caratteristiche volute dall’Assessore al commercio era stato concepito per soddisfare una visione ideologica della giunta Pisapia più che per soddisfare le esigenze del quartiere.
    CONSTATATO INOLTRE
    che l’esperienza del “Mercato Agreste” aperto il sabato mattina nel piazzale antistante il mercato è terminata a causa dello scarso successo unitamente agli alti prezzi praticati
    CONSTATATO INOLTRE
    che la dislocazione del mercato comunale con il suo bacino di utenza non sembra economicamente conveniente dal punto di vista commerciale, ragione per cui il precedente bando aveva visto la partecipazione di un solo concorrente, la Magico Srl
    SI CHIEDE
    Al Sindaco di Milano di farsi promotore affinchè venga ridefinito il progetto del mercato coperto del QT8 seguendo nuove linee di indirizzo, in particolare occorre riconsegnare ai residenti del QT8 (tra cui molti anziani che non possono recarsi in auto ai supermercati) un mercato dove i prezzi delle merci siano allineati con quelli delle principali catene di supermercati. Per raggiungere questo obiettivo occorre rendere la gestione del mercato in oggetto vincolante per il rilascio di nuove licenze di nuovi supermercati in Milano.



    Eugenio Dell’Orto

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  6. Propongo che se non si fa qualcosa di importante entro almeno il primo semestre del 2014 di fare una manifestazione "a sorpresa e clandestini" (nel senso ironico) per fare una piccola simulazione di un mercato abbandonato cosa potrebbe diventare.
    per esempio in un angolo ci sono finti drogati e dall'altra parte finte mignotte e dentro qualcuno che spaccia cocaina (zucchero) qualcuno che finge di derubare o picchiare. cosi allarmiamo seriamente le forze dell'ordine e capiranno (magari) di dover seriamente pensare di fare qualcosa li dentro come gestione!

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    1. Speriamo di non dover arrivare a tanto!

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    2. A volte penso che anche i mezzi illeciti servano a qualcosa.
      per citare una frase di un videogioco: NULLA E' REALE TUTTO E' LECITO.
      Non sono un criminale, ma a volte penso che i metodi alla Don Corleone possa essere utile nel Nostro quartiere.

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    3. Giovedì al CDZ chiederò che si organizzi in quartiere una consultazione popolare per decidere il destino del mercatino. Speriamo che la maggioranza di centrosinistra non mi bocci anche questo.... se così fosse comincerei a darle pienamente ragione!

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    4. Benissimo, mi faccia sapere se ci sono miglioramenti, perché di gente che possono fare dei "finti delinquenti" ne conosco parecchi.
      Spero che non sia necessario, sennò io comincio ad agire a modo mio per proteggere la gente del quartiere ed amici dai delinquenti.

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  7. Interessante, sig. Dell'Orto. Se posso avrei alcune domande:
    - lei vorrebbe una specie di supermercato nell'attuale costruzione o al posto dell'attuale costruzione?
    - quanti sono i mq a disposizione?
    - ritiene davvero che " la dislocazione del mercato comunale con il suo bacino di utenza non sembra economicamente conveniente dal punto di vista commerciale"?
    - vorrebbe obbligare il nuovo supermercato a non superare certi prezzi, cioè quali, quelli operati nel resto della catena?

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    1. Partirei, nel rispondere, dalla penultima domanda (perché mi sembra centrale), ricordando l'evoluzione che ha avuto il mercatino. Mi sembra che si siano già provate tutte le strade: prima i negozietti, poi un piccolo supermercato ed infine il mercato agreste.
      I negozietti e il piccolo supermercato sono falliti e il mercato agreste si è dimostrato povera cosa, immagini il mercato agreste trasferito nel mercato coperto e aperto tutti i giorni......
      Mi sembra che le esperienze fatte lascino poco spazio all'ottimismo. A mio avviso il Comune deve smettere di pensare al mercato coperto del QT8 come ad un gioiellino da dare ai privati che si contenderanno la gestione a suon di milioni. L'idea mia è che occorre erogare un servizio (distribuzione di generi alimentari e affini) partendo dalla costatazione che non sarà un business. Per questo propongo che la concessione di nuove licenze di supermercati sul territorio milanese sia legata all'onere di mantenere in vita punti di distribuzione non autosufficienti in termini di fatturato.
      Si tratterebbe di una sorta di compensazione: l'ipermercato distrugge i negozi di vicinato per cui occorre che l'ipermercato si accolli il problema che crea. Questo partendo dal QT8 ma esportandolo come modello in altri quartieri dove sia presente un'analoga problematica.
      Per quanto riguarda se abbattere e ricostruire o ristrutturare l'attuale non saprei; se chiudo gli occhi e sogno mi piacerebbe un nuovo edificio con la stessa cubatura ma a 2 piani: il piano terreno supermercato e il primo piano a disposizione per le esigenze del quartiere: studio medico, sportello bancomat, spazio per iniziative culturali, ecc.
      Per me il punto fondamentale è il cambiamento di prospettiva dell'amministrazione comunale sul QT8: il quartiere ha bisogno di un servizio e non che esiste un business da dare in gestione ai privati, perché anche qui l'esperienza è stata chiaramente fallimentare: basta guardare com'è oggi il nostro mercato coperto.

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  8. Dal suo commento apprendo che la strada del "piccolo supermercato" è già stata provata ed è fallita, è così? Che supermercato era?

    QT8 è un quartiere residenziale senza esercizi commerciali in cui c'è una forte domanda da parte dei residenti di un supermercato, eppure un supermercato lì non sarebbe economicamente vantaggioso per il gestore. Come mai?

    L'idea di un supermercato che tiene i prezzi bassi e tiene aperto pur essendo cronicamente in perdita solo per servizio ai cittadini, se diventasse realtà (la vedo dura) non porterebbe ad un aumento generalizzato dei prezzi in tutta la catena?

    PS: ma l'idea di un semplice mercato popolare rionale, da tenersi una o più volte la settimana così come ce ne sono tanti e solitamente affollati, è già stata considerata e scartata?

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    1. il piccolo supermercato era privo di insegna.
      La domanda dei residenti scaturisce principalmente dalle persone anziane.
      Il problema per cui i vari tentativi sono falliti è che se abito a 500 metri dal supermercato utilizzo l'auto (purtroppo). Se prendo l'auto non è più un problema fare 500 metri o 1500 metri e a quella distanza ci sono 3 supermercati molto concorrenziali: Iper Portello, Ipercoop e Esselunga.
      Un supermercato (o un negozio) non sopravvive solo per le emergenze al di là della spesa settimanale.
      Suppongo, dalle domande che mi rivolge, che lei non abiti nel quartiere perché altrimenti saprebbe che il sabato c'è un mercato scoperto che 20 anni fa contava 5/6 banchi e oggi uno solo di frutta e, non avendo concorrenza, non pratica certo prezzi popolarissimi.

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    2. abito a poco più di 1 km di distanza e vado spesso al Monte Stella a correre.

      Per "mercato rionale popolare" mi immaginavo qualcosa di diverso, tipo via Fauché ecc, che attirano gente da quartieri diversi.

      Certo che se invece non riescono a sopravvivere neanche due o tre banchetti, la domanda deve essere davvero poca poca... a questo punto torno alla mia domanda: non crede che una catena costretta a gestire supermercati così cronicamente in perdita si trovi costretta ad alzare i prezzi per far fronte a queste perdite?

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    3. Per questo motivo occorre legare l'onere della gestione del punto vendita con il vantaggio di una nuova licenza. Non so se ha mai visto l'iper portello, credo che per ottenere il permesso per un'impresa lucrosissima molti sarebbero disposti a sobbarcarsi la gestione di un punto vendita in un quartiere commercialmente non fruttifero.
      Altre soluzioni io non ne vedo ma se ci sono che vengano proposte: io sarei felicissimo di abbandonare la mia per una proposta migliore!
      Per una proposta migliore, cioè più adeguata alla realtà e all'esigenza dei residenti, non per una proposta legata a strane convinzioni ideologiche (come l'assurda idea di pensare che la scelta biologica e a km 0 sia buona perché di sinistra).

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