Bilancio Comunale: aumentano le entrate e
diminuiscono i servizi.
In questi giorni il consiglio comunale è all’opera
per l’approvazione del bilancio previsionale del 2013. Avete capito bene, non
ho sbagliato a scrivere, non si sta discutendo il bilancio previsionale del
2014 ma quello del 2013!
A termini di logica si dovrebbe parlare di
consuntivo in quanto è ridicolo fare una previsione sull’anno ormai trascorso. Se il problema fosse tutto qui
potremmo anche chiudere un occhio, purtroppo sul bilancio stiamo assistendo ad una impennata delle
entrate tributarie e ad un taglio dei servizi.
entrate tributarie e ad un taglio dei servizi.
Durante quest’ultimo mese il Consiglio
Comunale ha votato un aumento dell’aliquota Imu sulla prima casa – benché nel
frattempo Governo e Parlamento abbiano abolito la prima rata – dallo 0,4% allo 0,6. Per un
totale di 100 milioni di maggiori entrate per
il Comune. Immediatamente dopo la
maggioranza di Palazzo Marino ha
aumentato l’addizionale Irpef allo 0,8 e
diminuito contestualmente la
soglia di esenzione per i redditi dai 33mila euro dello scorso anno
ai 21
di quest’anno. In due anni e mezzo Pisapia ha aumentato
le tasse di 723
milioni di euro: prima del suo insediamento i
milanesi versavano nelle
casse comunali poco più di 600 milioni, ora 1 miliardo e 300 milioni. Tutto
questo porterà ad un miglioramento dei servizi?
Assolutamente no, anzi!
Prendiamo, ad esempio, gli asili: quest'anno si assiste ad una lista d'attesa da record; 1.300 bambini non hanno avuto un'assegnazione. A ciò si aggiunga la scelta scellerata dell'amministrazione di tagliare 445 posti accreditati presso i nidi privati (che segnano un costo mensile da parte del Comune di 603 euro per bambino a fronte dei 900 spesi dallo stesso per erogare direttamente il servizio) ed un milione e 200 mila euro di contributi alle materne paritarie private. A seguito di un
forte intervento del consigliere PDL Matteo Forte si sta
aprendo lo spiraglio per un emendamento
condiviso tra maggioranza ed opposizione per
reintegrare, almeno fino a
giugno 2014, parte dei contributi alle materne paritarie private
che, non
avendo avuto la possibilità di preventivare costi aggiuntivi imprevedibili,
rischiano seriamente di chiudere i battenti nel corso
dell’anno. Se ciò
accadesse, gli oltre 7 mila bambini che a Milano frequentano
questo tipo
d’offerta – facendo risparmiare annualmente al Comune 45.435.000
euro (!)
- , rischierebbero di aggiungersi alla
già lunga lista d’attesa, con
conseguenze disastrose per le
stesse finanze dell’amministrazione
cittadina.
Mercato coperto QT8
Non c’è niente da fare, in quell’area dovrà
sorgere un mercato a vocazione biologica e km 0; al massimo verrà tollerata nel mercato la presenza di uno
scaffale con prodotti “normali”! Ritorna sempre alla mente la canzone di
Giorgio Gaber, quella che diceva che la doccia è di sinistra mentre il bagno è
di destra; probabilmente al CDZ 8 pensano che il km 0 e il biologico siano temi
di sinistra, altrimenti non si capisce perché insistano tanto su questa formula
bocciando la mia proposta che chiede una gestione del mercato coperto fatta da
una delle grandi catene di ipermercati (con costi dei prodotti logicamente
conseguenti).
Io però non mi arrendo e chiederò a gran
voce che si organizzi un referendum di quartiere per ascoltare il parere e i
bisogni dei cittadini.
Vi farò sapere.
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