UNA GRANDE MOSCHEA VICINO AL PALASHARP?
In merito alla proposta del presidente della provincia di Milano di costruire una grande moschea a ridosso del Palasharp, la maggioranza che governa il Consiglio di Zona 8 si è espressa in questi termini:
NO ALLA PROPOSTA DI UNA GRANDE MOSCHEA A MILANO
Si a piccole moschee di quartiere

- A Milano il problema della moschea nasce come problema di ordine pubblico dopo lo sgombero della moschea abusiva di viale Jenner voluto del Ministro degli interni Maroni.
- Il mondo Islamico a Milano è molto variegato, con imam diversi tra loro; costruire una grande moschea che verrà usata dall’imam di viale Jenner significa dare grande potere (un imam “vale” in funzione del numero di fedeli che lo seguono) a uno degli imam più radicali. A questo proposito va ricordato che una moschea non è mai solo un luogo di culto ma anche sede di attività politico-culturali.
- Il comune di Milano deve individuare sul proprio territorio delle aree adatte alla costruzione di piccole moschee per gli abitanti islamici del quartiere, luoghi che devono essere eretti (e le relative aree affittate o acquistate) dai fedeli musulmani. L’Italia, in quanto Stato laico non può regalare luoghi di culto a nessuno; i cristiani infatti si sono sempre costruiti le loro chiese con le decime liberamente versate dal popolo.
- Nelle Zone (come la nostra) con bassissima immigrazione islamica non devono essere costruite moschee.
Il vero problema:
L’art. 8 della Costituzione recita “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla Cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico Italiano”. Ma i musulmani ospiti da noi accettano il nostro sistema civile dei diritti e dei doveri? Se pensiamo ai diritti delle donne, alla poligamia, alle deliranti richieste di essere giudicati in Italia da tribunali islamici direi proprio di no. Se poi facciamo mente locale agli ultimi fatti di cronaca …
Due spunti di riflessione:
1) attuare il principio di reciprocità: perché esiste una moschea a Roma e nessuna chiesa cristiana alla Mecca?
2) Perché non selezionare gli immigrati (visto che è impossibile accogliere tutti) scegliendo quelli proveniente dai popoli con tradizioni più simili alle nostre, come i sudamericani? (immaginate il dramma di una famiglia islamica composta da un marito e tre mogli che arriva in Italia e deve spaccarsi visto il divieto di poligamia esistente da noi)
Sulla collocazione di questa “grande moschea” ci sarebbe poi molto da dire, visto che questo territorio sopporta già il disagio provocato dal traffico diretto allo Stadio e al Palalido, senza dimenticare i Bus extraurbani che recentemente sono stati trasferiti a Lampugnano e il traffico indotto dal Palasharp stesso (ricordo a tal proposito che il Palasharp doveva essere una costruzione temporanea in quanto insiste su un terreno del parco del Monte Stella).
Nella foto: La chiesa di Santa Sofia a Instanbul, trasformata dai musulmani prima in moschea e oggi adibita a museo.
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